Artful Leadership

per navigare la complessità del presente

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Da tempo, l'arte viene usata in ambito formativo come metafora per lo sviluppo della leadership. In questo testo, amplieremo tale esplorazione, uscendo dall’ambito prettamente formativo e rifletteremo sul fatto che un approccio artistico stia diventando sempre più necessario in un contesto complesso, ambiguo, incerto e variabile come quello in cui ci ritroviamo a operare, in un contesto in cui è sempre più necessaria una leadership, non solo ad appannaggio dei gestori dipersone, bensì diffusa e agita a tutti i livelli dell’organizzazione.

Le organizzazioni per mantenere la propria competitività sul mercato, devono essere sempre più piatte e capaci di essere flessibili, veloci ed innovative e questo richiede competenze di leadership distribuite in tutta l’organizzazione. Tutto il personale, non solo chi occupa posizioni gerarchiche, deve sapere esprimere competenze di adattabilità, gestione dell’incertezza, innovazione, collaborazione, autonomia e molto altro.

La leadership richiede l'attivazione di una sensibilità multisensoriale, emotiva, intuitiva e profonda, di un'apertura e di un’attenzione che supportano la percezione e la capacità di rispondere a schemi interconnessi in modo olistico e creativo e di una comunicazione espressiva che ha un enorme potenziale trasformativo. In questo senso la leadership è un’esperienza molto vicina a quella estetica e artistica. In breve, potremmo affermare che: "I leader sono artisti e il business è la loro opera d’arte".

Poiché concordo profondamente con questa visione, negli ultimi anni ho deciso di portare quanta più arte possibile nelle organizzazioni e ho sviluppato un metodo chiamato ThroughArt© che intende catalizzare questo sforzo e attivare un processo di leadership piùefficace, portando il processo e la mentalità artistica (il “mindset”) nei contesti di business.

Il libro "Artful Leadership" che ho scritto e pubblicato da Guerini nel 2026 è nato nell'ambito di tale intento e accompagnerà i lettori attraverso il processo e la pratica di un’ “Artful leadership”.

Il contesto attuale

Le aziende sono oggi in una fase molto complessa e di grande transizione e stanno vivendo importanti cambiamenti di tipo culturale, tecnologico e organizzativo. Esse cercano modelli di business e di funzionamento operativo che abbiano una migliore sostenibilità, utilizzano modalità di lavoro sempre più ibride, dove la gerarchia lascia il posto a forme agili dicollaborazione. Inoltre oggi si favoriscono l’interfunzionalità e la generazione di nuove competenze, cambiano i modelli di controllo e si generano ecosistemi e community.

Utilizzando il framework Cynefin [1] a quattro quadranti creato da Dave Snowden, possiamo dire che iproblemi che le aziende (e i leader) si trovano sempre più spesso ad affrontare ricadono nel quadrante del “complesso”. In questo quadrante non esistono risposte certe, non basta ispirarsi a esperienze precedenti processi definiti o aree di “expertise”. Per questo tipo di problemi, le soluzioni vanno trovate insieme a tutti i portatori di interesse, in modo co-creato, con interrelazioni tra le parti e approcci agili di prototipizzazione.

Leadership, arte e business

Come fare allora ad affrontare questo tipo di problemi? L’arte può darci un valido aiuto. Spesso sono invitata a tenere dei keynote speech sul tema, e in quelle occasioni invito leader e imprenditori a riflettere su quali siano le caratteristiche di un artista. Emergono sempre varie qualità: visione, pensiero critico, pensiero laterale, concettualizzazione, creatività, “sense-making”, passione, osservazione, intuizione, empatia, co-creazione, coraggio, adattabilità,resilienza, capacità di convincimento… e da questa lista di caratteristiche, risulta immediatamente chiara la forte analogia tra l’artista e il leader, a cui facilmente possiamo associare qualità simili.

L’analogia tra due mondi apparentemente lontani, come arte e leadership, esiste perché il leader ha la responsabilità di guidare l'innovazione, la strategia, il cambiamento e la definizione di un proposito: tutti aspetti che tipicamente vengono presidiati oltre che dai leader anche dagli artisti.

La visione del leader/artista Un leader, come un artista, deve avere visione, avvalersi della propria intuizione e consapevolezza emotiva, essere in grado di vedere i problemi in modo olistico e sistemico. Deve inoltre connettersi internamente, pensare in modo critico e creativo, per sfidare quelle convinzioni e punti ciechi che limitano l’evoluzione dell’azienda e convincere, con il proprio atto creativo di business, il contesto in cui opera, lasciando un segno.

La capacità del leader di integrare i due emisferi del cervello, il sinistro (logico/razionale/manageriale) e il destro (creativo/intuitivo/leadership) risulta quindi fondamentale per il successo e egli può considerarsi un po’ come un’artista all’opera e integrare nel suo processo di leadership quella componente “artistica” che lo aiuta a navigare la complessità del presente.

In realtà, non solo l’imprenditore o il leader “gerarchico” possono beneficiare dall’esperienza artistica e «farsi ispirare» dall’arte: può farlo qualsiasi persona all’interno dell’organizzazionee a qualsiasi livello (soprattutto se in una logica di leadership diffusa, sempre più richiesta dai nuovi modelli organizzativi). Tutti, seppur con finalità e responsabilità diverse, abbiamo bisogno di sviluppare molte delle competenze di leadership, tanto più se agiamo in modelli organizzativi piatti e agili.

La fruizione e la pratica artistica e l’interazione con gli artisti possono quindi avere un profondo e sottile potere di trasformazione. L'arte può essere molto utile perché vive, prospera estimola l'emisfero destro del nostro cervello.

  • Quali sono quindi, in sintesi e senza pretesa di essere esaustivi, i benefici dell’arte?
  • Quali sono le competenze che accomunano un artista e un Artful Leader?

L’arte, qui, non viene vista come una possibile metafora formativa, ma come un’esperienza da vivere, che, se vissuta con intenzione, può diventare un portale che ci fa accedere alle nostre parti interiori e profonde. Attraverso l’arte, il nostro “dentro” diventa raggiungibile con l’intuizione, abbattendo barriere cognitive e soffermandosi nell’ambito di una dimensione “sottile”, a cui spesso non diamo voce. Ed è questo “dentro” che ci dà accesso alle risorse che ci servono per essere un Artful leader e che ci permette di toccare meccanismi profondi che ne liberano le energie. Poiché questo “dentro” risiede in una dimensione del SENTIRE, piuttosto che del SAPERE.

Vediamo qui di seguito gli ambiti all’interno dei quali l’arte può attivarci come Artful leader.

Consapevolezza emotiva di sé ed empatia
L'arte tocca direttamente le corde che sono all'interno del nostro inconscio e apre una porta di accesso ai sentimenti, superando le barriere della mente logica. Praticando o apprezzando l'arte, ci educhiamo a percepire le nostre emozioni. Captando i sentimenti espressi dall'artista, impariamo a diventare empatici, anche verso le emozioni degli altri. È interessante osservare come, per questo motivo, l'arte sia stata recentemente inserita nei programmi di formazione del personale medico, per migliorare la loro empatia nei confronti dei pazienti.

Nel momento in cui viene recepita, ogni immagine genera, attraverso i neuroni specchio, una risposta neurale, in grado di innescare nel cervello dell’osservatore gli stessi circuiti che si attiverebbero se fosse lui stesso, in prima persona, a compiere i movimenti raffigurati nell’opera o quelli necessari a produrla, oppure a provare le emozioni o sensazioni intuibili sui volti e sui corpi dei soggetti dipinti.

Nei contesti organizzativi contemporanei, in cui la capacità di dialogo e di collaborazione sono fondamentali, saper attivare la propria empatia è, per un leader, sicuramenteun vantaggio competitivo.

Dialogo e co-creazione
L'arte utilizza un linguaggio metaforico e, per questo motivo, lo spettatore deve sempre aggiungere un pezzo di significato (il proprio) all'opera d'arte. In questo modo, ha inizio un processo di dialogo generativo tra dipinto, artista e spettatore.

In ambito organizzativo, è possibile, e molto efficace, utilizzare metafore, per descrivere situazioni complesse e critiche. Questa pratica abbatte sensibilmente le difese razionali e logiche e permette la comprensione e il dialogo vero tra le parti sui problemi aziendali epermette a ogni interlocutore di contribuire con il proprio tassello di significato al senso complessivo attribuito collettivamente a una situazione.

Coraggio, pensiero critico e lungimiranza
Molte opere d'arte sono stimolanti, sfidano il pensiero e il sistema, cercano di andare oltre il punto di vista della massa e aiutano anche a reinterpretare la realtà. Dagli artisti possiamo imparare l'audacia e il pensiero critico e spesso essi possono portarci a vedere cose che non sono ancora così evidenti, perché usano la loro speciale sensibilità per leggere ciò che ci circonda e unire punti, vedere collegamenti e dinamiche che altri ancora non vedono.

Pensiamo ad esempio a come Picasso abbia radicalmente messo indiscussione la prospettiva classica, proponendo prospettive multiple e raffigurando i suoi soggetti da più prospettive simultaneamente.

Altrettanto visionari, e fuori dagli schemi, sono i leader e gli imprenditori che attivano strategie “Oceano blu[2], ovvero strategie che creano e catturano spazi di mercato inesplorati, attraverso la ricostruzione dei confini di un settore, sbloccando così una nuova domanda e generando una crescita profittevole.

L’arte è facilmente associata alla creatività e chi fa arte sa chedietro la generazione di idee c’è ricerca, raccolta di ispirazione in ambiti multidisciplinari e valorizzazione delle tecnologie a disposizione. La creatività non è altro che la riformulazione di cose già esistenti, in forme e combinazioni nuove.

L’arte è facilmente associata alla creatività e chi fa arte sa che dietro la generazione di idee c’è ricerca, raccolta di ispirazione in ambiti multidisciplinari e valorizzazione delle tecnologie a disposizione. La creatività non è altro che la riformulazione di cose già esistenti, in forme e combinazioni nuove.

Perché questo accada, gli artisti e i creativi (anche in azienda) agiscono comportamenti che liberano la creatività: imparano a disimparare, accettano risultati imprevedibili, imparano dagli errori, rallentano il passo per lasciare spazio alle idee, creano uno spazio sicuro e non giudicante di dialogo, si confrontano con i migliori, attivano il flusso di coscienza, ascoltano l’intuizione, fanno co-creazione. Purtroppo, non sempre all’interno delle organizzazioni la cultura collettiva stimola e favorisce tali comportamenti. Il ruolo dei leader diventa quindi fondamentale al fine di crearne le condizioni.

L’Artful leader crea e innova, sfida lo"status quo", supera l'angolo cieco determinato da profonde convinzioni e stereotipi. Egli, con la sua capacità di immaginazione e stupore,è promotore e ispiratore della creatività degli altri ed è anche capace di instillare una visione e descrivere concetti e idee, attraverso immagini efficaci.

Questo tipo di leader sa anche intuirele possibilità di un futuro emergente e possiede, utilizzando terminologie tratte dalla Teoria U [3] di Otto Sharmer, la capacità di percepire, sentire, intuire. Egli legge le esperienze, usando emozioni e abilità metaforiche ed èin grado di comprendere e trovare un significato in una realtà complessa.

Capacità di osservazione

Attraverso la pratica delle arti visive possiamo sviluppare le nostre abilità di osservazione. Per imparare a disegnare e dipingere, ciò che è più importante non è come si usa la matita o il pennello, ma come si osserva la realtà. Normalmente, noi osserviamo solo la versione semplificata del mondo esterno, quella che ci porta a svolgere in modo efficiente i nostri compiti. L'immagine del mondo che vediamo è quella che abbiamo nella nostra mente. Invece un pittore osserva davvero tutte le forme, le luci e le ombre così come sono e può apprezzare l'infinita varietà del mondo.

Così dovremmo fare anche noi in azienda, per superare i nostri modelli mentali e convinzioni limitanti, per evitare di usare il pilota automatico delle abitudini nei processi di cambiamento e per vedere ciò che gli altri non vedono quando vogliamo innovare.

  • “Attraversiamo la vita con gli occhi chiusi. Ci sono cose, tutt'intorno e davanti a noi, che non abbiamo mai visto, perché non abbiamo mai veramente guardato”.
  • “L’invenzione riguarda meno la creazione cheil processo di scoperta e osservazione”.

Un pittore apprende anche che non c'è osservazione artistica senza interpretazione. Vediamo con i nostri occhi, ma anche con le nostre emozioni, con il cuore e con il nostro modo di essere e, inevitabilmente, lo mettiamo nella nostra risposta al mondo. In questo modo, un artista impara che ogni punto di vista è solo UN punto di vista e non IL punto di vista: un insegnamento importante anche nel mondo del business.

Pensiero sistemico e olistico

Come abbiamo già detto, l'arte usa un linguaggio metaforico, e questo è un approccio olistico. Un pittore, ad esempio, non vedrà mai un pezzo della sua opera d'arte separato e disconnesso dal resto. Tutto è connesso sia in termini di composizione visiva, armonia, varietà ed equilibrio, sia dal punto di vista del significato.
Parallelamente, in ambito aziendale, sono fondamentali il pensiero sistemico, la capacità di rompere i “silos” e vedere il mondo e i problemi come un insieme olistico, integrato e complesso.

L’arte come agente trasformativo e di sviluppo
Praticare l'arte può accompagnare in un percorso di auto riflessione, di ricerca interiore e può far comprendere l’importanza di accogliere il nostro bisogno di “senso” che va oltre gli aspetti pratici dell’esistenza. L’arte invita a porsi delle domande tipo: “Chi sono io? oppure: “Che cosa voglio portare nel mondo e quali sono i miei valori?”. Interrogativi fondamentali per qualsiasi leader che voglia lavorare sul proprio sviluppo o su processi trasformativi.

Tolleranza dell’incertezza edell’ambiguità
Gli artisti si muovono nell’ignoto e abbracciano l’incertezza, peresplorare nuove possibilità e creare qualcosa di originale. Affrontano le situazioni con un atteggiamento non giudicante e con la capacità di lasciarsi sorprendere. Essi adottano un processo di lavoro sperimentale che non segue regole convenzionali. Infatti, in un processo artistico non esiste né il giusto né lo sbagliato e c’è un’elevata disponibilità e tolleranza al fallimento creativo. Gli artisti esplorano il nuovo, mentre lavorano. Sperimentano attraverso l'azione. Vivono una percezione olistica, che impatta tutti i sensi. Catturano la realtà non solo attraverso fatti e conoscenze esplicite, ma anche aggiungono un aspetto emotivo e fisico alla creazione di senso. I leader dovrebbero saper fare altrettanto.

Lasciare il segno

Dall’inizio dell’umanità, gli artisti hanno sempre voluto lasciare un segno nella storia e così cercano di fare anche gli imprenditori: entrambi cercano di influenzare il mercato e i “gate keepers” (ovvero il sistema dell’arte o quello industriale) e tentano di convincerli dell’unicità ed eccezionalità della propria opera (artistica o di business).

E quindi? Come far interagire arte, leader e impresa? Come far vivere e stimolare un “Art mindset” in azienda?

Parlando di arte visiva, queste sono le nostre proposte:

  • Organizzare in azienda di momenti in cui si possa conversare sulle analogie tra arte e leadership e generare consapevolezza e ingaggio sul tema
  • Coinvolgere i dipendenti nella visione facilitata di mostre d’arte o nella pratica artistica o nell’utilizzo di metodologie artistico/metaforiche per facilitarne il dialogo
  • Progettare l'interazione con artisti (Art talk, co-creazione artistica con i dipendenti, creazione di residenze artistiche o dipartimenti artistici in azienda, partecipazione degli artisti alla vita aziendale al fine di generare pensiero critico, dialogo e visione divergente)
  • Promuovere la lettura del libro Artful Leadership [acquistabile dedicato e autografato QUI] e organizzare in aziende momenti di dialogo e di pratica insieme

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Edita

  • Partecipare alla nostra community ARTFUL LEADERSHIP

Prendendo spunto dal libro, il gruppo/community nasce per attivare conversazioni a valle della lettura del testo e degli esercizi proposti, per scambiarsi idee, esperienze, pratiche artistiche e riflessioni per essere migliori leader e migliori esseri umani, facendosi supportare dall'arte (in qualsiasi sua forma).

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  • Organizzare e partecipare ai nostri corsi formativi e percorsi di coaching sull'Artful Leadership [per informazioni info@marco-polo-consulting.com]

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  • Aiutare a diffondere il concetto e la pratica dell'Artful Leadership. Se conosci qualcuno a cui pensi l'Artful Leadership possa essere di interesse o utile, non esitare a divulgare l'informazione!

Sicuro?
____________________________________________________________________________________________________[1] Cynefin (cu-NE-vin) è una parola galleseche in Inglese si traduce letteralmente come “haunt o habitat” (habitat anchein Italiano) ma che in realtà significa molto più di queste semplici parole. Il Framework Cynefin è stato creato da Dave Snowden di Cognitive Edge come uno strumento per aiutare il processo decisionale negli ambienti sociali complessi.[2] La Strategia Oceano Blu (Blue Ocean Strategy), è un libro pubblicato nel2005 e scritto da W. Chan Kim e Renée Mauborgne, professori all'INSEAD. Gli oceani blu: denotano settori che oggi ancora nonesistono. Spazi di mercato incontrastato dove le regole del gioco competitivonon sono ancora state delineate, in grado di sfruttare domanda sopita o del tutto nuova. Gli autori chiamano “strateghi oceano blu” coloro i quali seguono la logica della value innovation.[3] Sharmer, O., The Essentialsof Theory U: Core Principles and Applications, Berrett-Koehler Publishers, 20